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Recensioni
Fabrizio Mandolini
Un bellissimo esordio: "La Spiga"
di Giorgio Coppola
Ecco uno dei quei dischi per i quali è difficile comprendere perché non arrivi al grande pubblico. Fresco, dolce, suonato con grazia e precisione, pieno di escursioni melodiche, e di bei brani originali. Eppure i più non sapranno neanche che questo CD è stato pubblicato.
Intanto di Fabrizio Mandolini avete già letto su questo sito una intervista che ci ha portato a conoscerlo. Sassofonista/compositore, nato in Italia, vive ormai da svariati anni (precisamente dal 1997) a Copenaghen. Nel nostro paese è stato un apprezzato “session musician”, accompagnando personaggi di spicco della musica leggera italiana, da Roberto Vecchioni ai Tiromancino, da Pierangelo Bertoli a Luca Carboni e Saturnino. Si è diplomato nella linea solisti presso il Rytmisk Musikkonservatorium, dopo aver vissuto un periodo della sua vita a Los Angeles suonando in giro per i club locali, e studiando e diplomandosi in Sound Engineering presso il Musician Institute di Hollywood.
“La Spiga”, uscito nel 2004 per la etichetta Dodicilune (sul web, http://www.dodicilune.it), è la prima opera solista di Fabrizio, nella qual naturalmente sono confluiti anni di esperienza, di palchi, di apprendimento, e ed è per questo che pur essendo la prima, si tratta però di un’opera matura. Lo accompagnano in questo viaggio altri due italiani “trapiantati”, il batterista Andrea Marcelli ed il pianista Paolo Russo. A questi si aggiungono i musicisti locali, Bjarne Roupè alle chitarre, Palle Danielsson al contrabbasso, e la partecipazione di Jarkko Hakala al flicorno (in La Spiga), Thommy Andersson e Klavs Hovman al contrabbasso (rispettivamente in due ed in un brano).
In totale sono dieci brani, cinque scritti dal solo Mandolini, tre scritti in collaborazione con Paolo Russo, e due scritti in uno a Danielsson, Marcelli e Roupè. Ma il disco non subisce alcun tipo di flessione lungo le dieci tracce, ma vola leggero sin dal primo bellissimo brano, “Northern Lights”. Il sax soprano di Fabrizio ha l’intonazione giusta e la delicatezza di suono, che culla l’ascolto, accompagnato in questo dal fido Paolo Russo, e l’affiatamento è davvero notevole. Come lo stesso Mandolini ha avuto occasione di precisare nella intervista che ci ha rilasciato, è evidente nell’album il tentativo (in realtà ben riuscito) di fondere la tradizione melodica italiana con la cultura nordeuropea, in questo facilitato dalle collaborazioni di musicisti locali di grosso spessore, e su tutti spicca naturalmente Palle Danielsson.
“La spiga è una sfida, mantenere intatta la mediterraneità nel legame profondo con la cultura scandinava, di una terra dove Mandolini ha scelto di crescere artisticamente. Il calore dell’esposizione trova raffinata espressività nella ricercatezza dei suoni che di algido hanno solo la provenienza”. Così le note di copertina che con grande acume sintetizzano il valore del disco (e va sottolineata in tema la bella copertina, serena come i suoni che esprime il cd).
Su quasi tutto il disco Fabrizio suona il soprano (solo in alcuni si sente il tenore), strumento con il quale ha raggiunto la massima maturità espressiva in fatto di suoni, e di tenuta e pulizia degli stessi. Su tutti i brani prevale la linea melodica, così che è più ampio lo spazio dato alle composizioni che non all’improvvisazioni dei singoli, che pure dove presenti sono precise e mai eccessive (bello per esempio il flicorno di Hakala su “La Spiga”). Menzione merita il piano di Paolo Russo, sia nel delicato accompagnamento che negli assoli brevi e puntuali.
Insomma sono convinto che questo disco portato all’ascolto, riceverebbe il meritato riconoscimento (ascoltate ad esempio “Senor figuera” o “Silent mentor”).
Per maggiori informazioni http://www.fabriziomandolini.com
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