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Stai leggendo un articolo della sezione Musica > Recensioni


 
Antonello Messina
Il bellissimo "Aziyz"

di Giorgio Coppola
immagine Eccoci di fronte ad un altro artista siciliano, un altro talento, che spazia tra il piano, la fisarmonica ed il bandoneon, che dagli anni novanta suona con grande frequenza, collabora, e da ultimo gira in lungo e largo l'Europa per portare avanti il suo progetto e le sue musiche.
Questo "Aziyz" è il suo ultimo lavoro discografico uscito per la etichetta Dodicilune (http://www.dodicilune.it) nel 2006. Partiamo da un punto essenziale: questo disco è bellissimo, suonato con grande maestria da tutti i partecipanti, e pieno di spunti musicali, e commistioni, che lo rendono anche molto fruibile all'ascolto.
Il quartetto base è di grande rilievo, tenuto conto della presenza della tromba di Bosso, del contrabbasso di Lo Bianco e della batteria di Fioravanti (ospiti su un brano ciascuno la voce di Peppe Voltarelli e il sax di Fabio Rizzo). Dalla iniziale "Schaan" è tutto un susseguirsi di movimenti, e di temi brillanti e non facili (vedi la bella "Camelot"), tra fisarmonica e bandoneon, passando per il piano di "Soliloquio", accompagnato da Rizzo che comprende in pieno le volontà e le sonorità del leader, specie quando volteggia al soprano, in attesa della risposta del bandoneon (il brano è costruito su una specie di domanda e risposta tra strumenti).
La maggior parte dei temi sono all'unisono tromba/fisarmonica, il che li rende di grande impatto sonoro (anche per l'apporto notevole della ritmica - vedi "Aziyz" con lo splendido assolo di Bosso), mentre ci sono alcuni momenti di assoluta poesia come la rilettura de "L'orologio Americano" di Ivano Fossati, una piccola perla, in cui il leader si muove magistralmente al piano (è suonata in trio, con un grande lavoro di Lo Bianco al contrabbasso).
Dalla tangheggiante "Dedalo", alla ballad "Heart Of Darkness" (introdotta da un solo di contrabbasso che supera il minuto, e che dopo un ampio respiro, lascia la parola alla tromba di Bosso e poi al piano molto melodico di Messina), alla velocissima "Nikablues" (tra blues e accenni arabi), il disco scorre piacevole sino al finale che vede la rilettura di "Waltz For Debby" di Bill Evans (in trio piano/d.bass/batteria), e la conclusiva "Milonga", impreziosita dalla presenza della voce di Voltarelli, una canzone d'autore, che ci fa capire la poliedricità di Antonello Messina (che forse con la frase conclusiva del brano "...vedi io il mare da qui lo vedo comunque..." lancia un messaggio alla sua terra d'origine), dal quale a questo punto ci aspettiamo un'attesa conferma.
Maggiori informazioni su http://www.antonellomessina.it


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