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Stai leggendo un articolo della sezione Musica > Recensioni


 
WB3 - Walter Beltrami trio
Prova di forza per un ottimo trio

di Giorgio Coppola
immagine Questo disco è un concentrato di energia e potenza, e val la pena ascoltarlo tutto d’un fiato.
Walter Beltrami è chitarrista compositore, nato a Brescia. In lui è evidente l’influenza subita dalla musica di Shorter, Hendrson, Coltrane Evans. Da un punto di vista più chitarristico, in lui si ritrovano Pat Metheny e Jim Hall, specie nel fraseggio e nell’approccio ai temi. Questo cd è il secondo a nome suo, il primo risale al 2003 inciso in quartetto con Fiorvanti, Gisone e Venturini, ove vi era prevalenza di composizioni Walter.
Questo disco è invece registrato in trio, e che trio. Oltre al leader alla chitarra, Emanuele Maniscalco alla batteria e Roberto Bordiga al basso. L’unione tra i tre musicisti risale al settembre 2003, ed in questo poco tempo il feeling chitarra/basso/batteria si è fortemente consolidato, tanto che la musica scorre fluida nella stretta coesione tra i tre musicisti. Il trio ha vinto il premio Incroci Sonori Jazz già nel novembre 2003.
Intanto però è illogico parlare di leader, poiché Walter da ampio spazio e respiro ai suoi partners, tanto evidenti sono le affinità stilistiche ed espressive. La scelta dei brani è molto particolare ed è un omaggio ed una dedica a quei musicisti che hanno fortemente influenzato i tre – nelle note di copertina si legge, “ad alcuni tra i più grandi sassofonisti e compositori del panorama jazz moderno e contemporaneo”. E così ritroviamo un Wayne Shorter d’annata (Juju e ESP), Joe Henderson (Inner Urge e Isotope), John Coltrane (una dolcissima Lazy Bird), Sam Rivers (bella la riscoperta del brano Beatrice). A questi brani si aggiunge Song for Giulia di Maniscalco, e la travolgente Kubla Khan di Beltrami.
Già dall’apertura di Juju troviamo una irruenza ritmica, con uno strepitoso assolo di batteria, un Beltrami più metheniano, ed un tema che oscilla tra il forte ed il delicato. Bello l’intro di chitarra su Beatrice, nel quale Bordiga da prova di grande padronanza dello strumento con un bellissimo assolo. Esp e Isotope sono rilette con estrema potenza espressiva, con gli strumenti tutti in evidenza a sorreggersi e rincorrersi (bello su Isotope il contrappunto del double bass sull’assolo di Beltrami). I tre seguono lo schema classico tema- assoli- chiusura, alternandosi però, e mettendo in evidenza ora l’uno ora l’altro, e lasciando alla batteria interi chorus, durante i quali Maniscalco si riallaccia ai suoi partners, con le frasi alternate tra rullante e piatti. Anche nei temi più dolci, come Song for Giulia, o la rilettura di Lazy Bird, il trio da prova di grande affiatamento, con urgenza espressiva che si traduce in una estrema rilassatezza.
Davvero una bella scoperta questo trio, e li aspettiamo alla prossima prova, tenuto conto che il trio è intento all’esplorazioni di diversi territori, integrando il repertorio con brani originali appositamente scritti.
Il disco è uscito per la Philology (http://www.philologyjazz.it)
Maggiori informazioni sul trio sul sito http://www.walterbeltrami.com e http://www.emanuelemaniscalco.it.
Il trio è in concerto il prossimo 2 dicembre a Pagoda di Eolo Sarnico (Bg).


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